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Affitto di immobili: cedolare secca e regime ordinario

Il Piano Casa ha ridotto la tassa piatta per i contratti concordati dal 15% al 10%, dall’anno di imposta 2014 fino al 217, ma cosa conviene scegliere, il regime ordinario o la cedolare secca?

La cedolare secca è un regime facoltativo, e scegliendolo non si pagano le imposte di registro e di bollo, come ad esempio quelle legate a registrazioni, risoluzioni e proroghe di contratti, per contro però è necessario rinunciare alla richiesta di aggiornamento del canone, inclusa la variazione Istat.

Nel complesso la cedolare secca è da considerarsi vantaggiosa, ad eccezione di chi ha bassi redditi e di chi ha forti agevolazioni fiscali, come ad esempio quelle relative alle ristrutturazioni, e può essere scelta da quelle persone fisiche che titolari del diritto di proprietà o di reale godimento che non affittano il loro immobile per l’esercizio di professioni o di attività di impresa.

Dei vantaggi sono previsti per i cosiddetti contratti agevolati anche per quel che riguarda il regime ordinario.

Va ricordato che la legge Sblocca Italia ha previsto un’agevolazione fiscale a beneficio di chi acquista una casa di elevata efficienza energetica, da A o B, per destinarla a locazione con dei canoni inferiori rispetto a quelli del mercato.

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