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Canone concordato: caratteristiche, requisiti e pareri autorevoli

Canone concordato: caratteristiche, requisiti e pareri autorevoli

Il cosiddetto canone concordato è una formula d’affitto che si fonda su un canone “calmierato”, dunque compreso entro determinati limiti d’importo che devono essere tassativamente rispettati e che sono stabiliti in modo ufficiale da organizzazioni rappresentative della proprietà edilizia e degli inquilini.

Ma il canone concordato conviene realmente oppure no?

Questa domanda che riguarda sia chi affitta che chi acquisisce il bene in locazione è stata posta a Rosa Cioffi, Project Manager di Milano Abitare.

Gli incentivi previsti dal Comune di Milano

Il parere della professionista è perentorio: Rosa Cioffi sostiene infatti che tale formula convenga ad entrambe le parti, evidenziando come il Comune di Milano abbia introdotto a tale riguardo una riduzione di Imu e Tasi pari al 50%, senza trascurare la possibilità di ricevere un contributo una tantum compreso tra 1.200 e 2.000 euro.

Il Comune milanese prevede anche dei contributi dedicati in modo specifico alle ristrutturazioni, i quali possono raggiungere 5.000 euro per le persone fisiche e 4.000 euro per le società.

Sono previste delle agevolazioni altrettanto importanti anche per gli inquilini, e si stima che acquisire un immobile in affitto in tale formula consenta loro di risparmiare dal 20% al 30%.

Il canone concordato a Milano

Secondo Rosa Cioffi il mercato milanese è piuttosto particolare: anzitutto sono giocoforza esclusi dal canone concordato tutti gli immobili situati in Zona 1, i quali presentano dei canoni d’affitto ben superiori rispetto alle soglie fissate dal canone concordato per via della loro ubicazione particolarmente prestigiosa.

Oltre a questo, è interessante sottolineare che la domanda di immobili nel territorio milanese è sempre elevatissima, per questo motivo è piuttosto frequente che si seguano delle logiche tipiche del libero mercato; nonostante ciò, tuttavia, il canone concordato sta prendendo piede in modo importante anche in questa città.

Al di là di quanto detto, Rosa Cioffi ritiene che questa formula sia opportuna in quanto consente a chiunque di potersi assicurare un alloggio in affitto pagando dei canoni ragionevoli, evitando che i prezzi d’affitto siano alla totale mercé del mercato.

Canone concordato e requisiti

Se un immobile è ubicato in un Comune ad elevata tensione abitativa, se rientra tra quelli elencati nella delibera Cipe o se è stato interessato eventi calamitosi nei 5 anni precedenti al 28 maggio 2014, chi loca può usufruire della cedolare al 10% o delle agevolazioni sulla tassazione ordinaria, in aggiunta alla riduzione del 25% di Imu e Tasi, in alternativa il solo incentivo previsto è quello relativo alla riduzione di Imu e Tasi.

Se si vuol optare per il canone concordato in un Comune in cui non è stata compiuta alcuna intesa locale, si può far riferimento a quanto stabilito negli accordi relativi al più vicino Comune che presenta caratteristiche demografiche analoghe.

Se nella stipula le parti si fanno assistere da associazioni rappresentative, il contratto d’affitto può pregiarsi delle agevolazioni fiscali in base al tipo di Comune di riferimento, se al contrario non si fa riferimento alle associazioni, le parti devono procurarsi almeno un’attestazione ad opera delle associazioni di categoria, ammenoché l’accordo locale non sia precedente al DM 16 gennaio 2017.

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