Condominio: solo l’amministratore può impartire ordini al portiere

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Condominio: solo l’amministratore può impartire ordini al portiere

Probabilmente è una scena piuttosto consueta, nei condomini, quella in cui un condomino invita il portiere a svolgere determinati compiti, a volte perfino minacciando di prendere provvedimenti: da questo punto di vista è assolutamente opportuno fare chiarezza.

Nessun abitante del condominio può “ergersi” a datore di lavoro, dunque non può ordinare al portiere di svolgere determinati compiti: solo ed esclusivamente l’amministratore condominiale può dare degli ordini al portiere.

Il condominio, d’altronde, è come un’azienda, e il portiere è un lavoratore dipendente: l’amministratore condominiale corrisponde sostanzialmente alla figura del manager, dunque è solo lui a poter impartire degli ordini.

Altrettanto interessante è inoltre sottolineare che nessuno, tantomeno l’amministratore condominiale, può chiedere al portiere di svolgere mansioni che non sono previste dal suo contratto: se sul contratto di lavoro non è espressamente scritto, ad esempio, che il portiere debba occuparsi della cura del verde presente negli spazi comuni del condominio, tale operazione non rientra tra le sue mansioni.

Nessun condomino, inoltre, può indirizzare delle lettere di richiamo al portiere del proprio condominio: anche in questo caso infatti il potere è nelle mani dell’amministratore condominiale, e sarà lui a richiamare il lavoratore inadempiente nel caso in cui il suo operato non sia soddisfacente, o comunque non conforme a quanto stabilito nel contratto di lavoro.

I poteri di cui gode l’amministratore a cui abbiamo fatto riferimento, inoltre, non sono delegabili, di conseguenza nessun condomino può “sostituirsi” temporaneamente all’amministratore nell’impartire degli ordini al portiere.

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