Prezzi immobiliari a Milano: tra i più accessibili al mondo

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Prezzi immobiliari a Milano: tra i più accessibili al mondo

A livello di senso comune si è soliti affermare che Milano sia una città particolarmente cara, soprattutto per quanto riguarda l’acquisto o l’affitto di immobili.

Non si può negare il fatto che per acquistare o affittare una casa a Milano sia necessario prevedere uno sforzo economico ben superiore rispetto a quello che riguarderebbe un immobile di analoghe dimensioni di un’altra città italiana, eppure un’analisi autorevole sostiene che gli immobili milanesi non siano affatto “cari”.

Uno studio dedicato ai principali centri immobiliari del mondo

Lo studio in questione è stato condotto dal Chief Investment Office di UBS Global Wealth Management, il quale ha prodotto il rapporto USB Global Real Estate Bubble Index 2018.

Nel report in questione sono stati analizzati i prezzi degli immobili residenziali relativi a 20 piazze finanziarie del mondo particolarmente avanzate, tra cui figura anche Milano, e il capoluogo lombardo sarebbe una delle città in cui i prezzi sono maggiormente accessibili.

La città più cara, nonché quella più esposta al rischio che si verifichi una “bolla” immobiliare, è Hong Kong, seguita da Monaco di Baviera, Toronto, Vancouver, Amsterdam, Londra, Stoccolma, Parigi, San Francisco, Francoforte.

I prezzi di Milano: tra i più accessibili

I prezzi degli immobili milanesi sono risultati del tutto accessibili: nel report si rileva infatti che per comperare un’abitazione in questa città è sufficiente spendere ciò che si guadagna in 5,7 anni di lavoro qualificato.

Se i prezzi degli immobili di Milano sono piuttosto equi, è davvero sorprendente il dato relativo alla città di Chicago: in questo caso il report sostiene che il mercato sia addirittura abbondantemente sottovalutato.

La situazione del mercato immobiliare globale

Nel report in questione viene fatto il punto sulla condizione del mercato immobiliare a livello globale, e viene evidenziato che i prezzi delle abitazioni sono saliti, al netto dell’inflazione, con una media del +3,5%.

La crescita dei prezzi risulta massiccia e pressoché inarrestabile in alcuni centri, quali Hong Kong, Vancouver e altre importanti città europee, ma non si può trascurare il fatto che in altre città si sia verificato un trend negativo, come è il caso di Londra, Sydney e Stoccolma.

Mark Haefele, Chief Investment Officer di USB Global Wealth Management, ha sottolineato il fatto che la condizione del mercato immobiliare è divenuta molto più florida rispetto ai livelli pre-crisi.

Allo stesso tempo tuttavia, sebbene l’eventualità che si verifichi una “bolla” sembra essere scongiurata, consiglia di operare in modo estremamente oculato nelle piazze potenzialmente a rischio come Hong Kong e Londra.

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